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Si è concluso, con risultati che hanno superato ogni aspettativa, il progetto pilota di educazione alimentare finalizzato ad incrementare il consumo di frutta e verdura tra i giovani.
Frutta snack, il progetto pilota di educazione alimentare finalizzato ad incrementare il consumo di frutta e verdura tra i giovani, si è concluso con la fine dell'anno scolastico con risultati che hanno superato ogni aspettativa. La sperimentazione, realizzata per sei mesi in Emilia Romagna, Lazio e Puglia, in collaborazione con i ministeri della Salute e della Pubblica istruzione, gli uffici scolastici regionali, la consulenza scientifica dell'Università La Sapienza di Roma e dell'Istituto di Psicologia dell'Università di Bologna, ha coinvolto 82 plessi scolastici delle medie superiori (42 a Roma, 22 a Bologna, 18 a Bari) per un totale di 1.975 classi e 43.500 studenti. Il progetto, di cui ha tenuto le fila la Centrale sperimentazioni e servizi agro-ambientali di Cesena, ha portato direttamente nelle scuole appositi distributori con prodotti ortofrutticoli in confezioni monodose pronte al consumo. Il tutto accompagnato da puntuali azioni di educazione alimentare che hanno coinvolto sia gli studenti che gli insegnanti attraverso focus group, distribuzione di materiale informativo-educativo, degustazioni, questionari distribuiti a campione, indagini sulle abitudini alimentari dei giovani in età scolare, incontri formativi, animazioni, concorsi attraverso i quali i ragazzi hanno comunicato ai coetanei l'importanza del consumo di frutta e verdura. Il progetto ha ricevuto l'apprezzamento incondizionato dei genitori, degli insegnanti e dei ragazzi stessi, che hanno dimostrato di poter volgere la loro attenzione alla frutta ed alla verdura se l'approccio è facilitato e sostenuto. Gli insegnanti hanno chiesto la prosecuzione dell'esperienza anche per i prossimi anni, poiché un progetto educativo, seppur valido, richiede tempo per indurre modifiche stabili nei comportamenti. Ed hanno chiesto anche più distributori automatici, maggiori varietà di frutta, un potenziamento della comunicazione ed un maggiore coinvolgimento dei produttori e dei genitori. Al momento, però, l'esiguità dei fondi disponibili presso i Ministeri che l'hanno sostenuta fino ad oggi, mette un'ipoteca sulla possibilità di un proseguimento dell'esperienza. Molte scuole si sono attivate autonomamente per continuare ad avere nei propri spazi un distributore automatico dei prodotti Frutta snack. Se il progetto non sarà finanziato, però, mancherà l'aspetto più importante, quello del sostegno educativo, che è l'elemento distintivo del progetto. La conclusione del progetto pilota, tuttavia, consente di avere a disposizione molte informazioni utili a rendere efficace un'azione educativa per un maggiore consumo di frutta e verdura da parte dei giovani. Il monitoraggio dei consumi, ad esempio, evidenzia che i ragazzi preferiscono la macedonia di frutta fresca (l'ha scelta il 51,3%), seguita dalle mele fresche a fette (11,7%), le mele a fette essiccate (11,3%), lo yogurt alla frutta da bere (8,9%), la confezione di frutta secca (7,8%), i succhi di frutta al 100% senza zuccheri (5%), la passata di frutta senza zucchero (4%). Il fattore che spinge maggiormente sul consumo si conferma essere la comodità di trovare un prodotto già pronto: il problema principale del consumo di frutta fresca è la sbucciatura. Il colore della frutta nella macedonia si rivela, infine, per i ragazzi un importante elemento di attrazione. L'aspetto più significativo, tuttavia, è che dopo l'attivazione del Progetto, i ragazzi hanno iniziato a portarsi la frutta anche da casa e riferiscono di consumarne di più anche in occasione della merenda pomeridiana. A.L. - Agricoltura Italiana Online, 15 luglio 2008
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