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Spesa low cost? Dal contadino PDF Stampa E-mail
Mercoledì 09 Luglio 2008 10:59

Spesa alimentare ferma a 466 euro al mese (contro i 467 dell'anno prima), carrello sempre più vuoto, ricorso ai discount e agli acquisi dal contadino. Questa, come dicono i tecnici Istat è la "strategia di contenimento della spesa" adottata dal 30% delle famiglie italiane.

La spesa dal contadino infatti consente di risparmiare il 30% circa rispetto agli altri canali di vendita acquistando un prodotto qualitativamente superiore. Inoltre il rapporto diretto di filiera tra produttore e consumatore (filiera corta) evita l'aumento dei prezzi (5-10 volte) dal campo alla vendita al dettaglio tagliando le inermediazioni.

Un chiaro esempio di spesa dal contadino avviene dai farmers market (o mercati contadini). In questi mercati, in genere a cadenza settimanale, il consumatore può acquistare dal contadino i prodotti provenienti direttamente dall'azienda agricola. Piuttosto che mobilitare il contadino in città, aa vendita diretta può anche essere effettuata presso l'azienda stessa o addirittura coinvolgendo il consumatore nella raccolta (pick your own).

La novità degli ultimi tempi sembra però rappresentata dai distributori automatici di latte crudo dove è possibile comprare il latte alla "spina". Il consumatore, munito di bottiglia, può acquistare il latte a circa 1€/l (biologico 1.20€/l).

 


 

In primo piano

Dai farmer market all’orto di prossimità, la filiera è sempre più corta

“Abbiamo sempre detto che accorciare la filiera è indispensabile sia per la diminuzione dell’inquinamento, anche questo è il chilometro zero, sia per abbassare i costi per i consumatori”. Parola di Ministro.
Questi i commenti di Zaia in relazione all’approvazione del disegno di legge sui farmer market che regola e tutela la vendita diretta dal produttore al consumatore. Così potranno essere chiamati prodotti a km 0 solo quelli che vengono coltivati entro 50 chilometri (rimanendo sempre nel territorio di una stessa Regione) dal banco del vostro mercato. E se gli agricoltori fanno un passo avanti, i supermercati li seguono e potranno tagliare del 50% i loro costi burocratici se, entro 5 anni, commerceranno almeno il 30% in valore di prodotti da filiera corta e di qualità. Questa attenzione, che da anni ho auspicato, spero possa portare buoni frutti (in tutti i sensi!).
A darmi speranza ci pensano i dati dell’aumento della vendita di prodotti bio e un’altra notizia che si iscrive perfettamente in questo quadro: gli orti di prossimità. Cosa sono? Sono gli orti che ogni chef potrà avere nel suo ristorante e dai quali potrà attingere a piene mani per la preparazione dei suoi piatti.
L’iniziativa è partita da Jeunes Restaurateur d’Europe e l’Agia (Associazione dei giovani imprenditori agricoli della CIA) e propone un sodalizio chef-agricoltore volto ad aumentare la consapevolezza del consumatore, del produttore e del trasformatore!

“Abbiamo sempre detto che accorciare la filiera è indispensabile sia per la diminuzione dell’inquinamento, anche questo è il chilometro zero, sia per abbassare i costi per i consumatori”. Parola di Ministro.

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